Porta dentro quello che hai già
Incolli l’indirizzo del blog: l’importazione legge gli articoli e prepara le tappe. Oppure trascini le foto, che sanno già dove sono state scattate.
Articoli, foto e tracce diventano una guida interattiva con la mappa dentro. La vendi tu, al tuo prezzo. I soldi arrivano sul tuo conto, non sul nostro.
Apriamo a pochi creator per volta. Rispondiamo a tutti.
«Mi mandi l’itinerario?» — e finisce in un file. Ecco cosa cambia, riga per riga.
Si inoltra. Lo mandi a una persona e finisce in un gruppo da duemila: hai venduto una copia e ne stanno leggendo cento.
Si apre con un accesso, legato a chi ha pagato. Sai a chi l’hai data, e chi la vuole passa da te.
Nasce vecchio. Il ristorante chiude a giugno e chi l’ha scaricato a marzo non lo saprà mai.
La correggi e chi ha comprato legge la versione nuova, anche se ha pagato sei mesi fa.
Un indirizzo scritto, da copiare a mano nel telefono. Tappa per tappa.
La mappa è dentro: le tappe si aprono, si vedono in fila e portano lì.
O lo mandi tutto, o non si vede niente. Chi non ti conosce deve fidarsi.
Decidi tu cosa resta aperto: la vetrina è il pezzo che fa comprare il resto.
Si legge dal browser — sul telefono in viaggio, sul computer mentre si organizza. La mappa è dentro, le tappe hanno le foto e i costi, e quello che correggi arriva subito anche a chi ha comprato il mese scorso.
Atterri la mattina presto. Il treno dall'aeroporto costa un terzo del taxi e ci mette lo stesso.
Il traghetto delle sette è l'unico che prende il mare calmo. Dopo le dieci si balla, e con lo zaino bagnato si comincia male.
Chi non ha ancora comprato vede la stessa guida con le parti chiuse: i titoli restano, il contenuto no.
Incolli l’indirizzo del blog: l’importazione legge gli articoli e prepara le tappe. Oppure trascini le foto, che sanno già dove sono state scattate.
Sezioni: giorni, città o argomenti, decidi tu. Dentro le tappe, con descrizione, consiglio, costi e fotografie. La mappa è lì accanto, e si salva da solo.
Ogni sezione e ogni tappa: in vetrina o a pagamento. Di quello che è chiuso resta il titolo, mai il contenuto. La vetrina è quella che fa comprare il resto.
Chi la vuole chiede accesso e ti arriva un’email. Vi accordate sul pagamento, e apri l’accesso quando hai incassato.
Ti accordi sul pagamento come preferisci — bonifico, Satispay, PayPal — e apri l'accesso quando hai incassato. I soldi non passano da noi.
Legge mappa del sito e feed, scegli tu gli articoli, e ne escono tappe con nome e posizione.
Si naviga. Le posizioni si mettono col clic, cercando per nome, o incollando un link di Google Maps o park4night.
Un pezzo di codice sul tuo blog: mostra le tue guide e si aggiorna da solo.
Un prezzo più basso per i primi giorni, con la scadenza scritta. E codici per chi ti segue da sempre.
Chi ha chiesto e chi ha già comprato, guida per guida. Chi ti ha già comprato è il più facile da riconquistare.
La tua guida come la vede chi non ha comprato, e chi ha pagato. Su computer e su telefono.
Per i primi creator, durante il rodaggio. Stiamo ancora capendo cosa serve a chi vende guide, e vogliamo scoprirlo con voi invece che indovinarlo.
Dopo ci sarà una commissione. Bassa, perché serve a coprire server, mappe ed email — che costano ogni mese — e a far crescere la piattaforma. La cifra la decidiamo con i primi, alla fine del rodaggio, e si saprà prima di essere applicata.
E non dovrai occupartene. Da lì i pagamenti passeranno da Stripe, che trattiene la commissione alla fonte e ti accredita il resto: niente fatture da farci, niente cifre da mettere da parte.
Non sono date: sono le direzioni. Le scriviamo qui perché chi entra adesso ha voce in capitolo su quale viene prima.
Oggi il pubblico lo porti tu, ed è giusto dirlo. Ma un posto dove chi cerca «due settimane in Malesia» trova la tua guida cambia la faccenda: il traffico comincia ad arrivare anche da fuori, e va a chi ha scritto meglio.
Stripe: chi compra paga con la carta, la commissione viene trattenuta alla fonte e a te arriva il resto. Meno messaggi da scambiare, e l’accesso non aspetta che tu sia sveglio.
La stessa guida in italiano e in inglese, senza rifarla da capo: il pubblico che parla un’altra lingua è la seconda vendita della stessa fatica.
No. Se ce l’hai, l’importazione legge i tuoi articoli e prepara le tappe. Se non ce l’hai, scrivi nello Studio o parti dalle fotografie: quelle scattate col telefono sanno già dove sono state fatte.
Oggi tu, direttamente: chi vuole la guida lascia il suo indirizzo, vi accordate come preferite — bonifico, Satispay, PayPal — e apri l’accesso quando hai incassato. Quando introdurremo la commissione i pagamenti passeranno da Stripe, che la trattiene alla fonte: niente fatture da farci, niente da ricordarsi. Il resto arriva sul tuo conto.
Ai primi creator niente: è una fase di rodaggio, e in cambio ci aspettiamo che ci dicano cosa non funziona. Dopo ci sarà una commissione bassa, perché server, mappe ed email costano ogni mese. La cifra la decidiamo con loro, e si saprà prima di essere applicata.
No. La guida si legge dal browser, telefono o computer, con la mappa dentro. Chi compra riceve un collegamento: nessuna app, nessuna password.
No, ed è una scelta. Primo: un file si inoltra. Lo mandi a una persona e finisce in un gruppo da duemila, senza che tu lo sappia — con un accesso invece sai a chi l’hai dato, e chi la vuole passa da te. Secondo: su un foglio la mappa non c’è, e la correzione che fai a giugno non arriva a chi ha scaricato a marzo. Chi compra legge sempre la versione aggiornata.
Sì, tappa per tappa e sezione per sezione. Di quello che è chiuso resta il titolo — «Documenti che servono» è già un motivo per comprare — mentre testo e posizione esatta restano nascosti.
Sì. Sono tue: nessuna esclusiva, nessun vincolo. E il riquadro con le tue guide lo metti sul tuo sito.
Se hai già gli articoli, un pomeriggio: l’importazione fa la prima passata e tu sistemi. Se parti da zero dipende da quanto scrivi — si salva da solo e ci torni quando vuoi.
Le leggiamo a mano, una per una.